Sei in: Guida - Storia-Economia
Storia-Economia
CENNI STORICI
Loreglia - Un comune della Valle Strona
Le più antiche notizie circa l'esistenza di un luogo della Valle Strona denominato Loreglia, o Laurelia, si rinvengono in un atto di donazione dei conti di Crusinallo alla città di Novara del 1221.Difficile potre affermare se a quell'epoca Loreglia fosse già un centro abitato o piuttosto una semplice località geografica, luogo di ricchi pascoli per il bestiame; è invece certo che nel Cinquecento, oltre a essere ufficialmente costituita in comunità, era già un centro particolarmente fondo.
Per delineare le successive vicende storiche di questo, come delgi altri paesi che costituiscono la valle Strona, non è possibile non far riferimento alla città di Omegna: la dipendenza politica dalla città di Fondovalle, capoluogo dell'omonimo feudo dei Borromeo, durerà infatti sino al 1756.
Successivamente Loreglia mantenne una propria autonomia comunale sino al 1927, quando venne aggregato dal fascismo a Valstrona, il nuovo comune che avrebbe dovuto comprendere l'intera valle; da questi riotterrà il distacco, al pari della contigua Germagno, solo nel dopoguerra.
La Parrocchiale di San Gottardo risale al 1629 e si segnala, con la sua unica navata, come buon esempio di barocco specialmente per i due altari in essa conservati, l'altar maggiore in marmo nero e quello del Rosario. Analoga intitolazione aveva anche la precedente chiesa, risalente al Cinquecento, che sorgeva su quel sito.
Quattro sono le piazze intorno alle quali si sviluppa il disegno urbano di Loreglia, caratterizzato dalle molte case porticate e a ordini di loggiati sovrapposti: è questa la tipologia più ricorrente nell'edilizia storica della valle Strona e dell'intero bacino del lago d'Orta.
Un ottimo esempio di questa architettura spontanea lo si ritrova, sempre in comune di Loreglia, nella frazione di Chesio dove sorge la Casa Gianoli, edificio patrizio del 1500.
Cinquecentesca è a chesio anche la Chiesa di San Rocco che si segnala per la sua elegante geometria e per le pregevoli opere d'arte in essa conservate.

